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utente anonimo in cucina giapponese e ...
utente anonimo in una carrellata di fo...
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Fos87 in grigliate e altro ci...
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Sulla cucina giapponese potrei parlare ore e ore, ma data la scarsità di foto che ho da proporvi mi limiterò a poco. L'ultima volta che sono andata al sushi-ta ho finalmente assaggiato il tempura! Il tempura è una frittura particolare, la particolarità è la pastella che fa rimanere tutto molto leggero, a differenza di certi nostri fritti che già dopo due sforchettate ti fanno sentire pesante e unto. Bè, a dire la verità nemmeno io ci credevo che questo tempura fosse davvero leggero, pensavo 'si, vabbè, sarà tanto per dire ma alla fine il fritto è fritto'. Niente di più sbagliato, sembra veramente di mangiare qualcosa di croccante e evanescente... non so come altro spiegarvelo, quindi vi invito caldamente ad andare al sushi-ta o in un ristorante giapponese dove lo fanno e provarlo! Purtroppo di questa delizia non ho una foto perchè appena ce lo hanno portato, il mio cervello ha iniziato a pensare 'è meraviglioso! Provane un pezzetto' e appena assaggiato il primo pezzetto ha continuato a pensare 'mangia mangia mangia mangia' e non ha proprio avuto tempo di pensare di prendere il telefono e scattare una foto. Ormai era appannato da tutti quei fagiolini ricoperti da quella stupenda pastella, da quel gamberetto infagottato in una croccante crosticina... insomma, non c'ho visto più! Però ho scattato una foto ai dolci! Partiamo con qualcosa di semplice:

la foto fa schifo perchè è sempre fatta con il telefono... comunque, questo è il classico dolce che prende sempre il mio amato che, dopo essersi avvicinato alla cucina giapponese con le sue alghe, il pesce crudo e addirittura la zuppa di miso, almeno sul dolce si mantiene su un'impostazione italiana, dato che quello della foto è un semplice tiramisù al tè verde. Devo ammettere che è proprio ottimo, altro valido motivo per andare al sushi-ta se vi capita (sta a porto sant'elpidio).
Ma andiamo al protagonista del mio post. Il dolce per cui venderei anche tutti i miei peluche. Anche il mio gatto. Di notte sogno di avere una piscina piena di questi dolcetti e di tuffarmici dentro. Penso che non mi stancherei mai di mangiarli... ecco a voi...
il SAKURA MOCHI! Voi non capite di che celestiale bontà è questo dolce. Per chi dice che i giapponesi non sono capaci di fare i dolci bisognerebbe riaprire le camere di tortura. Ok, provo a dirvi di cos'è fatto. Quella che vedete intorno dovrebbe essere una foglia di sakura, cioè di ciliegio. Questa foglia è salata e serve per fare da contrasto con il resto del dolcetto che è moooolto dolce. La palletta rosa è fatta di mochi, cioè riso glutinoso che viene pestato fino a ottenere una pasta bianca. Dentro c'è l'anko, cioè marmellata di azuki che sono dei fagioli dolci. Detto così penso che farà schifo quasi a tutti, ma vi sbagliate! E' la cosa più buona che abbia mai assaggiato. Se dovessi scegliere tra il sakura mochi e la sacher sceglierei il mio amato sakurino. E se dovessi scegliere tra il sakura mochi e il tiramisù o qualsiasi altro dolce italiano non avrei dubbi. Sempre il mio amato sakuro! Ma andiamo avanti, potrei parlare all'infinito della mia amata palletta rosa. Ecco un piacevole intermezzo prima di passare alla prossima cucina.

questo è semplicemente un mojito preparato dal mio barista preferito! E dato che conosce la mia grande passione per il kiwi ecco qua il mio bellissimo mojito al kiwi! E quella sera aveva anche una bella vena artistica!
E ora arriviamo al mio ultimo esperimento: l'indiano! Di questa cucina non so assolutamente niente, quindi quando ho ordinato sono andata veramente a casaccio. E purtroppo non ricordo nemmeno il nome di quello che avevo preso quindi non sono riuscita a documentarmi su quello che ho mangiato. Forse è meglio così...

questo è il mio polletto... sembra quasi radioattivo per quanto è verde! Non chiedetemi come è possibile che abbia quel colore perchè proprio non lo so! Almeno quello del mio amore era rosso:

insomma, non so quale dei due è più normale. Ma comunque erano ottimi!
Ecco tutto insieme:

L'unica cosa di cui so il nome è quella specie di piadina, si chiama naan e è uno dei tipi di pane indiani. E' una pasta lievitata e il lievito è ottenuto partendo dal latte cagliato o dallo yogurt. Teoricamente dovrebbe essere cotto nel tipico forno tandoor, che è un forno cilindrico tipico dell'india settentrionale e che serve per cuocere carne e anche alcuni tipi di pane.
Bene, prima di concludere con l'ultima foto ecco la merendina che ho preparato qualche giorno fa per il mio amorino che tornava a casa dopo il lavoro!

tè verde ghiacciato e dolcettini vari!
Chiudiamo con il mio immancabile gatto!

ma questo non è il mio gatto! È la faccia del mio gatto con il corpo computer! È un gatto-computer!
Non mancate nei prossimi giorni per avere la ricetta testata dei ramen!!
lunedì, 22 giugno 2009
10:11
onigirina
I vostri commenti (1)










venerdì, 19 giugno 2009
10:16
onigirina
I vostri commenti (2)
pappa fotografata, foto a cose strane
questa settimana ho avuto tante belle cose da fare! per prima cosa giovedi sera sono andata con il mio amore sergi (più vari ed eventuali) a pesca, in realtà io ci sono andata solo perchè sapevo che avremmo fatto una bella grigliatella in spiaggia... e così è stato! infatti l'abbiamo proprio fatta sui sassi e sulla sabbia! abbiamo dovuto scavare una buca, coprirla con i sassi e mettere la carbonella, poi la griglia e alla fine ovviamente tutte le buone cose che ci eravamo portati, compreso il finale con i pomodori ripieni! sluuurp! l'unica cosa che mi dispiace tantissimo è che sergi non ha preso il suo pesciolino... ma sono sicura che la prossima volta ce la farà!
invece qualche sera fa mi è venuta voglia di giapponese ma date le mie scarse finanze in questo periodo ho optato per una cenetta casalinga. ho preparato una specie di italian-ramen! e anche sergi l'ha mangiato tutto! ovviamente a parte il brodo e gli spinaci ma vabbè, non si può pretendere tutto dalla vita! però devo dire che mi sono venuti proprio bene, infatti non vedo l'ora di rifarli! se non l'avetemai fatto vi consiglio vivamente di provarli! eccoli qua in tutto il loro splendore! da notare il particolare delle mie bacchettine con il portabacchette in tinta!

invece ieri sera abbiamo inaugurato la stagione delle grigliate in campagna 2009!! volevo fare una bella foto a tutte le cose buonissime che LA SOTTOSCRITTA ha cucinato alla brace, morendo di caldo, diventando tutta rossa... povera me... ma comunque, non ho fatto in tempo a fotografare quasi niente perchè ci siamo spazzolati via tutto in 5 minuti. questa foto risale proprio all'inizio della grigliata, quegli arrosticini sono spariti nel giro di 30 secondi, come aperitivo...

un ringraziamento a chi ha preparato i pomodori e le zucchine (bura), un altro a chi ha condito la carne (bura), un altro a chi ha acceso la brace (sergi), un altro a chi ha cucinato (io!) e l'ultimo a chi ha provveduto al dolce (io e sergi). la ricetta del dolce non la scrivo perchè è da perfezionare e probabilmente ci riproviamo domani, così posso mettere le dosi giuste!

e per finire volevo solo mostrarvi il mio ultimo acquisto,è una specie di agenda-quadernino ma meritava di essere fotografata! è stupendissima!! si chiama cats&butterflies!

non è stupenda? alla prossima!
ps. se commentate potete firmarvi? perchè se no non so chi siete....
lunedì, 25 maggio 2009
17:22
onigirina
I vostri commenti (2)
ieri sera io e il mio amoruccio abbiamo provato a fare la pizza. veramente è il nostro secondo tentativo ma il primo mi sono dimenticata di fotografarlo (o meglio, mi sono dimenticata di mettere a caricare le batterie della mia bellissima macchina fotografica) quindi il frutto delle nostre fatiche è finito si dentro la nostra pancia, ma non è stato immortalato. questa ci è venuta meglio di quella dell'altra volta ma dobbiamo ancora provare altre ricette per vedere qual'è la migliore! per chi si volesse cimentare in questa impresa eccovi la ricetta! ah, non dimenticate di provare a farla in un giorno non troppo caldo, noi stavamo morendo soffocati ieri sera!
INGREDIENTI
con queste quantità noi avremo fatto circa 8 pizze, contando che abbiamo usato delle teglie rotonde da 28cm di diametro. comunque non ne sono sicura, quindi dopo controllo e aggiorno.
PROCEDIMENTO
Sciogliere il lievito di birra in 10 cucchiai d'acqua tiepida (la temperatura non deve essere nè troppo bassa, altrimenti il lievito non avrà la spinta giusta per far gonfiare la pasta, e nè troppo alta, altrimenti i fermenti vivi contenuti nel lievito stesso vengono uccisi); aggiungere 160 g di farina e lasciare riposare per un'ora in un ambiente tiepido (noi abbiamo riscaldato un pò il forno e l'abbiamo lasciato lì).
Versare la farina rimasta a fontana, mettere al centro il panetto lievitato e versare sopra lentamente 4 bicchieri d'acqua tiepida in cui sarà stato sciolto il sale (in questo modo il sale non viene messo a contatto diretto con il lievito, in quanto ne brucerebbe le cellule e lo renderebbe meno attivo).
Lavorare l'impasto molto energicamente con le mani, finchè non si attacca più al piano di lavoro (almeno 10 minuti sollevandolo e facendolo ricadere con forza sul piano di lavoro, allungandolo e ricomponendolo a palla); a dire la verità ho dovuto aggiungere altra farina perchè non si riusciva a lavorare... la pasta è pronta quando risulterà liscia e vellutata e mostrerà delle bolle d'aria. ecco il mio amore mentre impasta (abbiamo fatto un pò per uno... è stancante!)

Modellare l'impasto a palla e sistemarlo in una ciotola grande e infarinata (lievita parecchio se l'avete lavorata bene, a noi è quasi strabordata!); incidere la palla superficialmente con un taglio a croce e, dopo aver coperto la ciotola con un telo umido, sistemarla in un luogo tiepido finchè l'impasto non sia raddoppiato di volume: occorrono 3-4 ore, a seconda della stagione (se è freddo riscaldate un pò il forno e mettete l'impasto lì dentro, d'estate non dovrebbero esserci problemi); per controllare quando l'impasto è pronto, infilarci un dito: se rimane l'impronta la lievitazione è terminata.
Trascorso questo tempo, riportare l'impasto sul piano di lavoro infarinato e sgonfiarlo lavorandolo energicamente con le mani per altri cinque minuti, poi stenderlo in una o più sfoglie: prima appiattendo la pasta con i palmi, poi tirandola delicatamente con le mani allo spessore desiderato (o con il mattarello, come sta più comodo); appoggiare la pasta nelle teglie (o su una placca) unte ognuna con un cucchiaio d'olio (ma se si foderano con della carta da forno, non occorre ungerle), e allargarla con le mani finchè tutto il fondo della teglia sia ricoperto di pasta.
A questo punto, la superficie della pasta dovrà essere spalmata di pomodoro (io ho usato i pelati frullati, poi l'ho conditi con olio, sale e origano) se la pizza dovrà essere rossa, oppure d'olio se bianca.
Preriscaldare il forno alla temperatura massima, cioè circa 250°C.
Procedere alla cottura della pizza in due tempi: se è rossa, cuocere per circa 8 minuti (ma dipende dallo spessore, la nostra era abbastanza fina, se la fate più spessa lasciatela anche 10 minuti) solo la pasta con sopra il pomodoro, se bianca, solo spalmata d'olio; quindi, ritirare la teglia dal forno, effettuare la farcitura secondo la ricetta che si vuole ottenere (mozzarella, e altre cose varie che volete), e rimetterla nel forno per ultimare la cottura della pasta e degli ingredienti per 2-3 minuti.
La ricetta ovviamente non è mia, ho aggiunto qualcosa e fatto alcune modifiche, se volete l'originale la trovate su questo sito.
Et voilà, ecco alcune delle nostre pizze. La prima è farcita con mozzarella, funghi e speck

poi ne abbiamo una margherita con l'aggiunta di gorgonzola che era avanzato nel frigo:

e l'ultima di cui metto la foto è sempre con funghi e speck (la preferita di sergi) che però ha farcito il mio amore, l'altra l'avevo fatta io!

devo ammettere che la sua è più bella...
e come dicono in giappone... ITADAKIMASU!! cioè buon appetito...
mercoledì, 20 maggio 2009
14:55
onigirina
I vostri commenti (2)
martedì, 19 maggio 2009
18:14
onigirina
I vostri commenti (1)